Il mio proprio cuore ha corrisposto ancora ad un secondo. Allora è aumentato lentamente, ma chiaramente prima di me, una visione--visione che non era un sogno.
“Fuori sul pendio di collina,„ ho mormorato. “Fuori sul pendio di collina.„
Ho aderito a lei con entrambe le armi ed ho tenuto il suo stretto. Ora ho capito perché avévano parlato del timore. Questi due chi erano quasi un'anima stavano provando a credere che non dovessero realmente essere staccate--non realmente. Stavano provando ad ammucchiare in su per se stesso la prova che potrebbero ancora essere vicino a vicenda. E, soprattutto, il suo sforzo era di conservarla dalla noia più difettosa e più difettosa. Ed ho capito, anche, perché qualche cosa di più saggio e più forte di io stesso lo aveva condotto a dire al sogno quale non era un sogno affatto.
Ma era ha detto; il mondo non aveva imparato il segreto ancora. E là ci siamo levati in piedi. Non abbiamo gridato o non comunicato, ma abbiamo aderito l'un l'altro--ABBIAMO ADERITO. Quella è tutte le creature umane può fare fino a conoscere il segreto. E mentre abbiamo aderito il nightingale ha scoppiato ancora.
“Nightingale della O! Nightingale della O!„ ha detto nella sua meraviglia bassa di una voce. “CHE COSA sono voi che provate a dirci!„
CAPITOLO VIII
Che cosa ritengo che sure sappia nel frattempo è che tutte le cose pensiamo accadono per caso e l'incidente faccia parte soltanto della tessitura dello schema di vita. Quando cominciate a ritenere sospetto questo ed a guardarli molto attentamente anche che cominciare a vedere come le sciocchezze si collegano tra loro e sembrano alla fine condurre ad un motivo e ad un significato, benchè non possiamo essere abbastanza intelligenti vederlo chiaramente. Niente è un incidente. Facciamo tutto accadere noi stessi: le cose errate perché non sappiamo o non ci preoccupiamo se siamo errati o di destra, quelle di destra perché incosciente o scegliamo coscientemente il di destra persino in mezzo a la nostra ignoranza.