Un altro punto. Ho provato ad indicare che, se il motivo è messo al comando delle sensibilità, è impossible da presupporre un atteggiamento di colpa verso chiunque qualunque per tutto l'atto qualunque. L'abitudine di rimprovero deve partire assolutamente. È discussione contro questa dichiarazione che coinvolge l'anarchia e la demolizione della società. Anche se ha fatto (che enfatico non fa), quello non interesserebbe la relativa verità. Tutte le grandi verità sono state assalite per il fatto che accettarle hanno significato l'estremità di tutto. Come se quello importi! Poichè non ho pretese per essere il discoverer di questa verità io non avere esitazione nell'annuncio esso per essere una delle verità più importanti che il mondo ha ancora imparare. Tuttavia, la ragione per la quale reale oggetto di molta gente a questa verità non è perché la pensano coinvolge la demolizione assoluta della società (timore della demolizione assoluta della società non ha arrestato mai alcun dal fare o dal credere qualche cosa e mai non), ma perché dicono a se stesso che se non possono incolpare di non può elogiare. E gradicono elogiare! Se sono così disperatamente affettuose dell'elogio, è un peccato che non elogiano un poco più! Ci può essere senza dubbio che l'uomo medio incolpa di molto più di lui elogia. Il suo istinto è di incolpare di. Se è satisfied non dice niente; se non è, dà dei calci il più illogicamente in su ad una fila. In modo che anche se la soppressione di colpa ha coinvolto la soppressione di elogio il cambiamento certamente sia un cambiamento per il migliore. Ma posso non percepire ragione per la quale la soppressione di colpa dovrebbe coinvolgere la soppressione di elogio. Al contrario, penso che l'abitudine dell'elogio dovrebbe essere promosso. (Non suggerisco l'uso occasionale dei trowels, ma l'uso normale dei sale-cucchiai.) Comunque, il trionfo del cervello sopra il naturale gli istinti (in un uomo idealmente organizzato il cervello e gli istinti naturali non avranno mai persino un tiff) significa sempre l'ultimo trionfo di bontà.