Anche se qui, anche, la dottrina delle chiese...

Anche se qui, anche, la dottrina delle chiese cristiane è inadeguati, non possiamo complessivamente passarli vicino nel silenzio. , quindi, dichiararlo, suggerendo il lettore per paragonarlo alla teoria di scienza ed agli insegnamenti di theosophy.

Le chiese negano lo sviluppo. Dicono: un singolo corpo, una singola condizione di sviluppo per ogni essere umano. Per i regni più bassi una condizione di nothingness prima della nascita e dopo la morte, qualunque può essere il destino di questi esseri durante la vita di scarsità imposta loro; per l'uomo un singolo corpo per a cui il dio genera una singola anima ed a quale dà ad una singola incarnazione su un singolo pianeta, [48] la terra.

È il nostro desiderio ardente che i segni di crescente accettazione dell'idea di sviluppo ora che si manifesta nell'insegnamento del cristiano possono aumentare e che la chiesa, qualunque è l'influenza che la incita ad intraprendere l'azione, alla fine darà leale la sua mano a scienza. Invece di rimanere ostili, i due allora si aiuteranno a montare la scaletta della verità; e la vita divina, la luce di tutte le scienze, filosofie e religioni, illumine il percorso che scuro stanno percorrendo e guiderà i loro punti verso quella una verità cui è sia senza che all'interno di loro.

Il materialismo scientifico dice:

Sì, tutto nasce ancora dal relativo germe--così sono i progressi realizzati, ma quello è il limite delle mie concessioni. Tutto è materia; l'anima non ha esistenza. Ci è sviluppo della materia, per la materia e dalla materia. Quando una forma si distrugge, le relative qualità, come il relativo potere della rinascita, sono memorizzate via in uno stato latente, all'interno dei germi che ha prodotto durante il relativo periodo di attività. Con la scomparsa della materia, tutto sparisce--qualità, pensieri, “ego„--e passaggi in un'ardesia latente all'interno del germe; con il ritorno della forma, le qualità e gli attributi riappaiono gradualmente senza qualsiasi anima ipotetica qualunque che ha qualsiasi preoccupazione in materia. A condizione che la forma sia nella relativa fase del germe, l'è nient'altro che la massa delle potenzialità; una volta a sviluppo completo le relative facoltà riappaiono, ma rimangono allegate rigorosamente alla forma e se l'ultimo cambia, all'eco delle facoltà il cambiamento, per così dire, con la massima fedeltà. La materia è il genitore di intelligenza, il cervello fabbrica il pensiero ed il cuore distilla l'amore, appena poichè il fegato secerne la bile; tale è la lingua di scienza attuale.