“Ma l'uomo, rendendosi, persino ignaro, lo strumento delle...

“Ma l'uomo, rendendosi, persino ignaro, lo strumento delle karmi, si comporta contro la legge universale e sta preparando per sè quella sofferenza futura che deriva da ogni attacco fatto sull'armonia del tutto. „ [33]

Da un lato, il destino non è la massa invariabile delle forze; inscatolerà distruggono che cosa ha generato, quello è una questione di tempo o energia; e quando questi non possono, durante un periodo considerato, determinare la distruzione totale di una barriera che appartiene al passato, tuttavia fa questa barriera diminuiscono giorno dopo giorno, per “il risultante„ di questa il sistema delle forze di opposizione cambia il relativo senso ogni momento e la scossa finale, quando non può essere evitata, è diminuita sempre ad un maggior o a meno grado.

Nel caso di coloro che ha raggiunto ad una lettura perfetta del passato, la loro conoscenza delle forze ostili è completa e la neutralizzazione di queste forze immenso ha facilitato. Possono cercare, in questo mondo o nel seguente, quelli che hanno fatto torto a nel passato e riparano così danni arrecati; possono vedere la fonte di quei pensieri di odio che sono trasmessi contro di loro e distruggerli dal intervento di amore; [34] possono scoprire i punti deboli della loro armatura personale e rinforzarli: è questa che nella lingua teosofica è denominato il burning delle karmi nel fuoco “della saggezza.„

Tuttavia, ci sono due punti nella legge della causalità, che sembrano favorire l'idea di fatalismo, benchè in realtà, siano soltanto corollari delle karmi. Secondo la prima, ogni forza è mortale, nel senso che, se lasciato a se, è indistruttibile. Ciò non è la fatalità, dato che la forza può essere modificata incontrando le forze che differiscono nel carattere e se nessun tale incontro avviene, infine si unisce alla legge cosmica, oppure è rotta alle parti su esso, secondo si muove con sviluppo o contro di esso. [35] Soltanto in un senso, allora, è mortale; non può distruggersi salvo vicino una forza di opposizione della stessa quantità di moto. Per esempio, per annientare una forza ostruttiva, generata nel passato, l'anima deve consumare una quantità di energia che è uguale e di fronte a quella forza; nel frattempo non può dedicarsi a qualunque altro lavoro, così causando, in un senso, una produzione inutile di energia; cioè lo sviluppo soffrirà il ritardo, [36] ma, dobbiamo ripeterci, quello non siamo la fatalità.