In febbraio, del 1894, ero a Margelan, che è il...

In febbraio, del 1894, ero a Margelan, che è il capitale di Ferghana, del granaio dell'Asia centrale, di una valle ricca e fruttuosa begirt da tutti i lati dalle montagne. Ho avuto insieme un piccolo caravan certo di undici cavalli e di tre uomini, uno di loro che sono baia di Islam, che era in seguito di servirlo fedelmente per molti anni. Non abbiamo dovuto prenderci le tende con, dato che il regolatore ha dato gli ordini al Kirghizes, per installare due delle loro tende nere del feltro dovunque desiderassi passare la notte. Abbiamo avuti un buon approvvigionamento nelle nostri scatole, paglia ed orzo in sacchi e forcelle d'acciaio, asce e bastoni da montagna, per abbiamo dovuto viaggiare attraverso neve profonda e sopra ghiaccio liscio e sdrucciolevole. Abbiamo dimenticato di ottenere un cane, ma uno è venuto a noi sul senso, elemosinante per concedersi seguirli.

Marciamo verso sud in su sopra al Pamir, seguente una valle stretta in cui un flusso di schiumatura cade sopra i massi ghiaccio-coperti. Lo attraversiamo vicino limitare, agitando i ponticelli di legname che assomigliano ai fiammiferi quando guardiamo fisso giù su loro nella parte inferiore della valle dai pendii qui sopra. Si scioglie al sole, ma si congela alla notte ed il nostro percorso è come una scanalatura di ghiaccio che funziona lungo il bordo di un precipizio verticale. Ci abbiamo parecchio Kirghizes con per dare l'assistenza. Uno di loro cavi il primo cavallo, che trasporta due grandi sacchi di paglia con la mia base della tenda fra loro. Il cavallo è calzato e può mantenere i suoi piedi su ghiaccio, ma ad un posto il percorso pende al bordo. Il cavallo inciampa, prova invano a recuperare il suo appiglio, rotola sopra il bordo, cade nella voragine e rompe la sua parte posteriore sulla banca del fiume. La paglia è sparsa fra le pietre, la mia base balla lungo il flusso e tutti gli uomini scorrono veloce giù per conservare che cosa possono.

Ora i punti sono tagliati dentro il ghiaccio ed il percorso è sparso con la sabbia. più su andiamo più difettoso viaggio. Un Kirghiz conduce ogni cavallo dal freno, mentre lle altre strette sopra alla sua coda ad aiutarlo se inciampa. Per guidare è impossibile; strisciamo avanti sulle mani e sui piedi. Nerezza segue la penombra; l'acqua scorrente veloce del flusso dà avanti un suono della chiarezza metallica. Stiamo viaggiando più di dodici ore in cui infine la valle si apre e vediamo i fuochi ardenti dell'accampamento davanti alle tende di Kirghiz.