[Illustrazione: TRACCIARE LA MOSTRA DEL VIAGGIO DA ORENBURG AL PAMIR (pp. 55-71).]
Le luci terminano e la notte è intensamente scura quando usciamo al high-road che conduce in Asia. Le campane portate dal cavallo centrale su una collana intorno al suo collo squillano nei frequenti battimenti. Questo cavallo va sempre ad un trotto, essendo sfruttando fra i pozzi con un alto arco di legno sopra il suo collo, ma i due cavalli esterni vanno ad un galoppo leggero. I cavalli accustomed a questi passo ed azione e una squadra velocemente muoventesi è una vista fine. Dopo tre ore una luce gialla è veduta attraverso la neve di turbine e la squadra si precipita in un'iarda e viene ad una fermata ai punti di una casa. Poichè già sono stato gettato circa molto, sono felice di saltare ed ottenere un vetro di tè. I cavalli sono preso nella scuderia ed in una squadra fresca è condotto fuori per prendere il loro posto nel cablaggio caldo ancora.
Il samovar, o l'tè-urna russa, sta bollendo nella grande stanza. Mentre sto bevendo il mio primo vetro di tè la timbratura ed il crepitio sono sentiti parlare altre due squadre che rotolano nell'iarda. È l'alberino; e il corriere entra coperto di neve e di ghiaccioli sulla sua barba. È un buon collega e siamo al corrente immediatamente e viaggiamo insieme ad Orsk. Ha viaggiato per venti anni con le poste fra le due città e deve riguardare complessivamente una distanza fino fra alla terra e la luna e sei mila miglia inoltre.
Il mio nuovo driver ora compare e dice ad alta voce “la troica [8] è pronto.„ Allora mi imballo ancora dentro fra gli ammortizzatori e coperte e fuori acceleriamo una volta di più attraverso la nerezza e la neve.
Dopo quarantotto ore siamo a Orsk, che inoltre si leva in piedi sul fiume di Ural; e quando lasciamo questa città con i cavalli ed il manzo freschi verso sud siamo su terra asiatica, nella steppa ampia di Kirghiz, che si estende da Irkutsk fino il Mar Caspio, dal fiume di Ural allo Syr-darya. [9] È estremamente piano ed assomiglia ad un mare frozen. Giorno dopo giorno guidiamo verso sud, i cavalli pronti a funzionare via; ci è niente guidare sopra, nessun fosse alla caduta in, nessun pietre per trasportare una rotella. I hoofs martellano sulla terra dura, le rotelle creak, I e le mie cose sono agitate e gettate circa nel carrello, le piante del coachman i suoi piedi saldamente contro il foot-board affinchè non dovrebbe cadere fuori e sopra superiamo la steppa triste piana. Mentre guidiamo il giorno e la notte i tarantass sembra sempre essere nel centro degli stessi ininterrotti modific il terrenoare, sempre alla stessa distanza dall'orizzonte.