Per i bazar essere come i trafori. Sono vie e...

Per i bazar essere come i trafori. Sono vie e vicoli coperti di volte della pietra, in cui la luce del giorno penetra con parsimonia tramite le cupole nel tetto. Qui il calore dell'estate non è ritenuto e potete camminare dry-shod i giorni tempestosi e piovosi. Presto accustomed alla nerezza, ma incontrate grande difficoltà nell'individuazione del senso a meno che siate nato in Stambul e spesso avete attraversato questo labirinto. I passaggi sono abbastanza stretti, ma tuttavia abbastanza largamente permettere che i droshkies [3] ed i carrelli passino attraverso.

Il bazar, allora, è una città sotterranea in sé, una città dei commercianti ed artigianale. Da qualsiasi lato di ogni via è una fila infinita di piccoli negozi aperti, i pavimenti di cui sono alzati un piccolo sopra il livello della via e del servire anche come i contatori o basamenti di esposizione. I negozi non sono insieme misti in su, ma ogni industria, ogni codice categoria delle merci, ha relativa propria via. Nella via dei calzolai, per esempio, i pattini di tutti i generi sono precisati, ma il più comuni sono pistoni di cuoio giallo e rosso, ricamati e cuciti con oro, per gli uomini, donne e bambini, per i ricchi ed i poveri. Per un'interurbana potete non vedere niente ma i pistoni ed i pattini a destra ed a sinistra.

Siete molto felice quando il reparto del pattino termina e venite ad una grande via in cui i commercianti ricchi vendono i broccati di argento, di oro e di seta. È meglio da non prendere molti soldi con voi a questa via, o sarete tentato per comprare tutto che vediate. Qui stuoie di bugia da Persia, merci di seta ricamate dall'India, scialli dal Kashmir ed il lavoro più fine dell'Asia del sud e dell'Africa del Nord. Fatima povera! Il suo marito è abbastanza ricco, ma non ha mente per lasciare il suo spargimento i suoi soldi circa nel grande bazar. Con gli sguardi tristi guarda fisso al turchesi da Nishapur, i rubini da Badakshan, le perle dal litorale della Bahrain ed i coralli dall'Oceano Indiano.

Quando ha speso tutte le monete che d'argento ha con lei, gira per andare, ma è un senso lungo alle entrate del bazar. Attraversa la via degli operai metallurgici e spegne al vicolo degli armaioli. Là il rumore deafening: le mazze ed i magli martellano e battimento, dato che i negozi del bazar sono officine pure.

Gira ancora un angolo. Evidentemente ha perso il suo senso, dato che si leva in piedi ed osserva circa in tutti i sensi. Ora è venuto ad un passaggio in cui i acqua-tubi e tutti gli articoli relativi al fumo sono venduti. Allora gira in un altro senso. Un odore gli dice che un'interurbana fuori da quella lei sta venendo alla via dei spezia-commercianti. Deve chiedere il suo senso quasi ad ogni punto.