Ora il sole affonda sotto l'orizzonte e un colpo del cannone tuona avanti. Siamo in mese di digiuno, où i musulmani non mangiano, non bevono, o non fumano ogni giorno a condizione che il sole sia in su. Così il profeta ordina nel Koran, il loro libro sacro. L'infornamento della pistola afferma l'estremità del veloce per oggi e quando il fedeli si sono rinfrescati con le crocchette ed i budini di riso di fumo, o della frutta, caffè e acqua-tubi che si levano in piedi pronti, girano i loro punti verso la vecchia chiesa della saggezza divina, che ancora mantiene il relativo nome greco. Intorno ai minareti migliaia di lampade sono illuminate e fra torreggia su i nomi sacri appendono alle luci ardenti. All'interno della moschea, sulle Catene di lunghezza cinquanta piedi, lampadari a bracci di caduta, pieni delle olio-lampade innumerevoli in piccole ciotole di vetro rotonde e sulle linee estese appendono altre lampade vicino quanto i branelli di un rosario. Il pavimento della moschea è un mare di luce, ma l'interiore della cupola è nascosto nel buio. Gli schermi verdi enormi affigguti alle colonne portano nelle lettere dorate i nomi di Allah, Mohammed ed i san ed i caratteri sono d'altezza trenta piedi.
Il fedeli già hanno riempito il pavimento, che è coperto di stuoia della paglia. I pattini devono essere lasciati all'esterno sull'entrare nella moschea e un uomo deve lavare le suoi armi, mani e viso prima che vada dentro. Ora i Turchi si levano in piedi insieme nelle file lunghe, turbanti bianchi e verdi e fezes rossi con le nappe nere tutto il miste. Tutti girano i loro fronti verso La Mecca. Tutte le mani vanno insieme in su all'altezza del fronte e sono allungate fuori pianamente, i pollici che toccano la punta dell'orecchio. Allora piegano il corpo di andata, riposando le loro mani sulle loro ginocchia. Dopo cadranno sulle loro ginocchia e toccheranno il pavimento con le loro fronti. “La preghiera è la chiave al paradiso,„ dice il Koran ed ogni sezione della preghiera richiede certa posizione.
Un sacerdote si leva in piedi in un quadro di comando e si rompe dentro sul silenzio solenne con la sua voce musicale libera. L'ultima parola muore via sulle sue labbra, ma l'eco indugia lungamente nella cupola, librantesi come uno spirito agitato fra le statue del cherubim.
Fra noi nel paese ci è la gente che è imbarazzata di andare alla chiesa. Un musulmano può trascurarlo sempre le sue funzioni religiose, ma riguardi esso come honour per compierli. Quando veniamo alla Persia o a Turkestan che vederemo spesso un capo del caravan lasciare i suoi cammelli nel mezzo del procedere, spandere fuori la sua preghiera-stuoia sulla terra e recite le sue preghiere. Non la fanno avventato o slovenly: potreste urlare nell'orecchio di un musulmano alla preghiera e non prenderebbe avviso.