Ci sono le due malvagità del nostro sistema ferroviario attuale, tuttavia, che non sono addebitabili al monopolio, ma al tentativo di sconfiggere il monopolio e che sono importanti alla nostra discussione. Il primo è lo spreco di concorrenza nel traffico ferroviario; il secondo, lo spreco di concorrenza tramite la costruzione e la costruzione minacciata di concorrenza allinea dove le facilità attuali sono ampie per il traffico. Del primo deve soltanto essere detto che nella pubblicità, “tamburellando,„ e sollecitando il patronato le ferrovie spendono molti milioni di dollari ogni anno, che esce dalle tasche del pubblico. Il secondo è più serio, dato che coinvolge uno spreco ben maggior. È una stima conservatrice per dire che 5 % delle ferrovie del paese sono stati costruiti soltanto per dividere i profitti di più vecchie strade e che i loro proprietari si diletterebbero oggi per avere loro parte posteriore dei soldi nel loro possesso e nella ferrovia eliminata. Milioni che queste strade hanno costato, milioni richiesti ogni anno per effettuarle ed azionare, milioni hanno speso sulle strade proposte che non hanno raggiunto mai il completamento e milioni hanno sperperato la lotta intestina strade proposte da ogni bicchierino di mezzi di massacro reale,--questi sono alcuni degli sprechi che abbiamo fatto nella nostra attività generare concorrenza in trasporto ferroviario. E con tutti gli nostri sforzi e nonostante il fatto che fino nei limiti di un periodo ridotto il sentimento pubblico ed i responsabili ferroviari sono stati uniti nella credenza che la libera concorrenza era l'unico modo di tassi di regolamento della ferrovia, più lontano ora siamo rimossi da libera concorrenza che mai prima.
Ed ora considerare oltre che il tutto questo il fatto che ogni azienda ferroviaria deve in primo luogo di tutti sicuri dalla condizione una destra esercitare il potere sovrano del dominio eminente e che può e sceglie e prende ogni vantaggio delle posizioni favorevoli dove la relativa strada può essere costruita il più economicamente; quali strade principali naturali, passaggi di montagna, e simili, sono i regali della natura, la destra di cui ad uso equamente appartiene al grande pubblico e non ai partiti riservati esclusivamente. Prendendo questi fatti anche in considerazione, sembra inutile offrire ulteriore prova del fatto che il commercio di trasporto ferroviario sia essenzialmente un monopolio e che il tentativo di regolarlo tramite concorrenza deve dimostrare sempre un guasto in avvenire, come ha sempre nel passato.