Supporre che un lupo o un maiale selvaggio non potrebbe dire quanti cani stavano attacandolo? Non ci sarebbe senso affinchè si difenda. Se quattro cani lo attacano, sono contati e le tattiche sono usate che sarebbero inutili in altri casi. Se un attacco dei quattro cani, due da ogni lato, esso si ritira, con il fronte verso il nemico. Se i cani un dozzina sono nella forza d'attacco, il maiale è confuso, perde tutta l'idea del numero e sfrenatamente morde a tutto il nemico che viene il più vicino. L'uomo in un simile stato userebbe praticamente le stesse tattiche.
I gatti innegabilmente contano i loro gattini. Se la madre perde uno di tre o di quattro, cerca immediatamente esso. Quando i cani stanno inseguendo una lepre, se alzano un altro, sono molto confusi, come se non abbiano conosciuto quale per seguire. Molti cani di pastore sanno se una pecora manca dalla moltitudine e vanno cercarli.
Gli sforzi dei ricercatori scientifici, che lavorano con tante teorie istruite, sono riusciti meno nella scoperta dei fatti reali circa gli animali che dei laici, in gran parte perché gli scienziati ancora non hanno imparato che le nozioni aritmetiche sono più difficili di quelle geometriche. La nostra civilizzazione industriale li ha indotti a perdere l'idea dell'insignificanza che il numero ha nella vita animale confrontata all'idea del formato. La maggior parte dei animali hanno un senso notevole del formato; misurano l'uomo più meglio di quanto civilizzato di distanza e di tempo. Un hyena, per esempio, sa appena vicino a osa il metodo un uomo disarmato.
Un senso di tempo è comune fra gli animali che mangiano giornalmente all'orario. Un asino accustomed all'alimentazione a sei in punto di mattina e quando in un'occasione il suo padrone non è comparso in tempo, ha dato dei calci deliberatamente dentro al portello al granaio ed è continuato a alimentarsi.