Ci sono spesso tre percezioni distinte o sensibilità interne su vista delle persone nell'afflizione: dispiacere e preoccupazione reali per la miseria delle nostre collega-creature; un certo grado di soddisfazione da una coscienza della nostra libertà da quella miseria; e poichè la mente passa sopra da una cosa ad un altro non è artificiale da una tal occasione da riflettere sul nostro proprio liableness agli stessi o ad altre calamità. L'ultimo due accompagna frequentemente il primo, ma è il primo _only_ che è correttamente pietà, di cui afflitti sono gli oggetti e di cui direttamente li trasporta con calmness e pensati alla loro assistenza. Qualsiasi uno di questi, dai vari e motivi complicati, può in particolare casi prevalere più degli altri due; e ci è, io suppone, casi, dove il _sight_ nudo di afflizione, senza nostra sensibilità tutta la pietà per esso, può essere l'occasione di l'uno o l'altro o entrambe le due percezioni posteriori. Si potrebbe aggiungere quello se ci è realmente qualsiasi cosa come il romanzo o l'immaginazione del pericolo a noi stessi da vista delle miserie di altri, di cui macchiette di Hobbes e di cui si fosse sbagliato assurdamente il tutto della pietà; se ci è qualche cosa di questa specie comune all'umanità, distinto dalla riflessione di motivo, sarebbe un caso il più notevole di che cosa era ulteriore dai suoi pensieri--vale a dire, di una compassione reciproca fra ogni particolare della specie, una collega-sensibilità comune all'umanità. Effettivamente non sarebbe un esempio dei nostri che sostituisce altri noi stessi, ma sarebbe un esempio dell'utente che si sostituisce per altri. E poichè non sarebbe stato un caso di benevolenza, in modo da nessuni sarebbe tutto il caso di self-love: per questo fantasma del pericolo per noi stessi, naturalmente aumentare per osservare su vista del affligge di altri, sarebbe più un caso di amore a noi stessi che il dolore di fame è.