Così il dio onnipotente è l'oggetto naturale dei parecchi affetti, l'amore, la riverenza, il timore, desiderio dell'approvazione. Per benchè sia semplicemente uno, tuttavia non possiamo ma considerarlo nelle viste parziali e differenti. È mai in sè un essere uniforme e per lo stessi senza _variableness o ombra di turning_; ma la sua grandezza infinita, la sua qualità, la sua saggezza, è oggetti differenti alla nostra mente. A quale deve aggiungersi, quello dai cambiamenti nei nostri propri caratteri, insieme al suo unchangeableness, non possiamo ma considerarci come più o meno gli oggetti di suo l'approvazione e realmente è così. Per se approva che cosa è buono, non può, soltanto dal unchangeableness della sua natura, approvare che cosa è diabolico. Quindi deve presentare movimenti più vari della mente, generi più differenti degli affetti. E questa maggior varietà inoltre è appena e ragionevole in tali creature come siamo, benchè rispetti un semplicemente uno, buon e perfetto. Come alcune di queste azioni è il più particolarmente adatta a così imperfetto una creatura poichè l'uomo in questa condizione mortale noi sta attraversando, così là può essere altre esercitazioni della mente, o alcune di questi negli più alti gradi, nella nostra occupazione e nella felicità in una condizione della perfezione.
SERMONE XIV.
Considerare allora la nostra ignoranza, l'imperfezione della nostra natura, la nostra virtù ed il nostro stato in questo mondo, riguardo allo scopo infinitamente buon ed appena che è, il nostro creatore e regolatore e voi vederà che affetti religiosi della mente sono il più particolarmente adatti a questa condizione che mortale stiamo attraversando.
Benchè non siamo influenzati forte con qualcosa così mentre che cosa discerniamo con i nostri sensi e benchè la nostri natura e stato richiedano che be molto siamo presi circa le cose ragionevoli, tuttavia il nostro motivo li convince che che il dio sia presente con noi e noi vedere e percepire gli effetti della sua qualità: È quindi l'oggetto di alcuni riguardi. L'imperfezione della nostra virtù, unita con la considerazione del suo rectitude o holiness assoluto, permesso limitato quella perfezione di amore che interamente lancia fuori tutto il timore: tuttavia la qualità è l'oggetto di amore a tutte le creature che gli hanno qualsiasi grado essi stessi; e la coscienza di un'attività reale approvarsi a lui, unita con la considerazione della sua qualità, poichè abbastanza esclude il terrore e l'orrore servile, in modo da di esso è chiaramente una terra ragionevole per speranza del suo favore. Nè il timore nè la speranza né l'amore allora si escludono ed uno o un altro di questi prevarrà, secondo le viste differenti abbiamo del dio e dobbiamo prevalere, secondo i cambiamenti che troviamo nel nostro proprio carattere. Ci è un temperamento della mente composto di, o che segue da tutti e tre le, timore, speranza, amore--vale a dire, rassegnazione alla volontà divina, che è il temperamento generale che appartiene a questa condizione; quale deve essere la struttura abituale della nostri mente e cuore ed essere esercitata più distintamente alle stagioni adeguate, negli atti di devozione.