Poichè non possiamo rimuovere da questa terra, o non cambiare...

Poichè non possiamo rimuovere da questa terra, o non cambiare il nostro commercio generale su esso, in modo da nessuni possiamo alterare la nostra natura reale. Di conseguenza nessun'esercitazione della mente può essere suggerita, ma soltanto l'esercitazione di quelle facoltà che siete cosciente di. La religione non richiede i nuovi affetti, ma soltanto reclami il senso di quelli che già avete, quegli affetti voi tatto quotidiano; comunque limitato infelicemente agli oggetti non complessivamente inadatto ma complessivamente disuguale a loro. Rappresentiamo soltanto a voi l'più alto, gli oggetti sufficienti di quelle facoltà stesse e gli affetti. Lasciare l'uomo dell'ambizione accendere ancora considerare il disonore come la più grande malvagità, honour come suo capo buon. Ma disonore di cui nella valutazione? Honour di cui nel giudizio? Ciò è l'unica domanda. Se la vergogna ed il piacere nella stima, be sono parlati di come reali, come tutta la terra depositata di dolore o di piacere, entramba queste devono essere in proporzione alla saggezza presunta ed al valore di lui da chi contemned o stimati. Mosto allora è pensiero enthusiastical per parlare di una sensibilità di questa specie che avere rispetto ad un giudizio unerring, alla saggezza infinita, quando siamo assicurati questo giudizio unerring, questa saggezza infinita osserva sulle nostre azioni?

È la stessa riguardo all'amore del dio nel senso più rigoroso e più confined. Soltanto offriamo e rappresentiamo l'più alto oggetto di un affetto supposto già nella vostra mente. Un certo grado di qualità deve essere precedentemente presunto; ciò gli implica sempre l'amore, un affetto alla qualità: l'più alto, l'oggetto sufficiente di questo affetto, è la qualità perfetta; quale quindi siamo a _love con tutto il nostro heart_, _with tutto il nostro soul_, _and con tutto lo nostro strength_. “Allora dobbiamo, dimenticare il nostro proprio interesse, come se sia stato esce di noi stessi ed ama il dio nel suo proprio interesse? “Nient'altro dimenticano il vostro proprio interesse, non di più non escono di voi, che quando preferite un posto, un prospetto, una conversazione di un uomo a quella di un altro. Ogni affetto necessariamente non implica che l'oggetto di esso be in se sia amato? Se non è non è l'oggetto dell'affetto. Potete e dovete se potete, ma è un grande errore da pensare che possiate amare o temere o odiare qualche cosa, da considerazione che tale amore o timore o odio possono essere mezzi di ottenere la buona o malvagità di prevenzione. Ma la domanda se dobbiamo amare il dio nel suo interesse o per il nostri propri che sono un errore puro nella lingua, la domanda reale che questo si sbaglia la volontà, suppongo, be sono risposto a osservando che la qualità del dio già si sia esercitata verso noi, la nostra dipendenza attuale su lui e la nostra aspettativa dei benefici futuri, deve ed avere una tendenza naturale, a generare in noi l'affetto di ringraziamento e di maggior amore verso lui, che la stessa qualità esercitata verso altre; era soltanto per questo motivo, quell'ogni affetto è spostata in proporzione al senso che abbiamo dell'oggetto di esso; e non possiamo ma avere un senso più vivace della qualità una volta esercitati verso noi stessi che una volta esercitati verso altri. Ho aggiunto l'aspettativa dei benefici futuri perché la terra di quell'aspettativa è presente qualità.