Che questo essere è una creatura non, ma il dio...

Che questo essere è una creatura non, ma il dio onnipotente; che è di potere e la saggezza e la qualità infiniti, non lo rende meno l'oggetto di riverenza e di amore che lui essere se avesse quegli attributi soltanto in un grado limitato. L'da che li ha fatti e da quale interamente dipendiamo, è l'oggetto di alcuni riguardi. Lui hath dato noi determinati affetti della mente, che corrispondono alla saggezza, potere, qualità, _i.e. _ che sono alzati sulla vista di quelle qualità. Se allora è realmente saggio, potente, buon, è l'oggetto naturale di quegli affetti cui hath endued noi con e cui corrispondere a quegli attributi. Che è infinito nel potere, perfeziona nella saggezza e la qualità, fa no alterazione, ma soltanto quella è l'oggetto di quegli affetti sollevati all'più alto passo. Non è, effettivamente, essere discernuto da c'è ne dei nostri sensi. il _I va forward_, _but che non è there_; backward_ del _and, _but non posso percepire Him_: _on la mano sinistra dove work_ del doth, _but io non può behold Him_: hideth egli stesso sul righthand_, _that del _He non posso vedere Him_, _Oh che ho saputo dove potrei trovare Him_! Il _that I ha potuto venire anche al suo seat_! {30} Ma è disinserito allora lontano? non riempie il cielo e la terra di sua presenza? La presenza di nostre collega-creature interessa i nostri sensi ed i nostri sensi ci danno la conoscenza del loro presenza; quali generi differenti del hath di influenza su noi--amore, gioia, dispiacere, fermo, incoraggiamento, riverenza. Tuttavia, questa influenza non proviene immediatamente dai nostri sensi, ma da quella conoscenza. Così supporre una persona nè vedere nè sentire un altro, per non sapere da c'è ne dei suoi sensi, ma tuttavia certamente per sapere, che un altro sia stata con lui; questa conoscenza potrebbe ed in molti casi, avere uni o più degli effetti prima del accennato di. È quindi non solo ragionevole, ma anche naturale, essere influenzato con una presenza, benchè non sia l'oggetto dei nostri sensi; se è, o non è, è soltanto una circostanza accidentale, che ha bisogno della considerazione non entrata in: è la certezza che è con noi e noi con lui, che hath l'influenza. Consideriamo le persone allora come presente, non solo quando sono all'interno della portata dei nostri sensi, ma inoltre quando siamo assicurati da qualsiasi altro significa che sono all'interno di una tal prossimità; no, se non sono, possiamo ricordarli secondo noi, ed essere avanzati verso loro come presente; e deve, che è così tanto più intimamente con noi, quel _in lui viviamo e spostiamo ed abbiamo nostro being_, siamo troppo distante pensato da essere l'oggetto dei nostri affetti? Possediamo e riteniamo la forza delle qualità amabili e degne nei nostri simili; e possiamo essere insensibili al proposito della qualità perfetta? Facciamo noi riverenza le ombre di grandezza qui sotto, siamo solicitous circa honour e la stima e l'opinione del mondo e noi non ritenere lo stessi riguardo lui di chi sono la saggezza e potere nell'originale, che _is il dio di giudizio da quale le azioni sono weighed_? Così amore, la riverenza, desiderio della stima, ogni facoltà, ogni affetto, tende verso ed è impiegata circa il relativo rispettivo oggetto nei casi comuni: e deve l'esercitazione di loro essere sospesa riguardo lui da solo chi è un oggetto, un oggetto infinitamente più sufficiente, alle nostre facoltà più elevate; Lui, whom_ del _of, _and attraverso whom_, _and a chi sono tutto il things_?