L'intera discussione, su cui ora sto insistendo, può essere riassunta così ed essere datlaa in una vista. La natura dell'uomo si adatta ad una certa linea di condotta o altra. Sul paragonare alcune azioni a questa natura, sembrano adatte e corrispondente ad esso: dal confronto di altre azioni con la stessa natura, risulta al nostro punto di vista alcuni unsuitableness o sproporzione. La corrispondenza delle azioni alla natura dell'agente le rende naturali; la loro sproporzione ad esso, artificiale. Che un'azione è corrispondente alla natura dell'agente non risulta dal relativo essere gradevole al principio che sembra essere il più forte: per esso può essere così ma essere abbastanza sproporzionato alla natura dell'agente. La corrispondenza quindi, o la sproporzione, risulta da piuttosto altrimenti. Ciò può essere niente ma una differenza nella natura e nel genere, complessivamente distinti da resistenza, fra i principi interni. Alcuni allora sono nella natura ed in superiore gentile ad altri. E la corrispondenza risulta dall'azione che è conforme all'più alto principio; e il unsuitableness dal relativo essere contrario ad esso. Il self-love e la coscienza ragionevoli sono i principi principali o superiori a titolo dell'uomo; perché un'azione può essere adatta a questa natura, benchè tutti i altri principi be siano violati, ma diventi inadatti se l'uno o l'altro di quelli è. La coscienza ed il self-love, se capiamo la nostra felicità allineare, li conducono sempre lo stesso senso. Il dovere e l'interesse sono perfettamente coincidenti; geralmente in questo mondo, ma interamente ed in ogni caso se conteniamo il futuro e nel tutto; questo che è implicato nella nozione di buona e gestione perfetta delle cose. Così che sono state così saggie nella loro generazione quanto a riguardo soltanto il loro propri l'interesse presunto, alle spese ed alla ferita di altre, infine troverà, che lui che ha dato in su tutti i vantaggi del mondo attuale, piuttosto della sua coscienza ed i rapporti di vita, ha infinitamente migliore preveduto per sè e fissato suo possiede l'interesse e la felicità.