Il 5 aprile 1788, un anno prima della...

Il 5 aprile 1788, un anno prima della presa del Bastille John Adams, allora l'ambasciatore americano in Inghilterra ed in seguito il Presidente degli Stati Uniti, hanno scritto ad un amico che descrive “la fermentazione sull'argomento di governo„ durante Europa. “È il governo un scienza o non?„ descrive gli uomini come chiedendo. “È ci dei principi su cui è fondato? Che cosa sono la relativa estremità? Se effettivamente non ci è la regola, nessun campione, tutto deve essere incidente e probabilità. Se ci è un campione, che cosa è esso? „ [25]

_Memoir [di 25] della marca Hollis_ del T., dal J. Disney, P. 32.

Diverse volte nella storia di pensiero politico gli uomini si sono creduti per trovare questo “campione,„ questo fatto circa l'uomo che dovrebbe avere lo stesso rapporto alla politica che il fatto che tutte le cose possono essere orsi pesati a fisica ed il fatto che tutte le cose possono essere orsi misurati alla geometria.

Alcuni di più grandi pensatori del passato la hanno cercata nelle cause finali dell'esistenza dell'uomo. Ogni uomo ha differito, è allineare, da ogni altro uomo, ma queste differenze interamente sono sembrato relative ad un tipo di virilità perfetta che, benchè pochi uomini si avvicinassero a e nessun lo hanno raggiunto, tutta erano capaci di concepimento. Non può, chiesto Platone, questo tipo è il modello--“l'idea„--dell'uomo costituito da God ed ha risieduto su “in un posto celestiale„? In caso affermativo, gli uomini avrebbero raggiunto ad una scienza valida della politica quando da ragionamento attento e dal proposito profondo erano venuto a conoscere quel modello. Cose d'ora in poi tutte le momentanee e varianti di senso sarebbero vedute nel loro rapporto del dovuto all'eterno ed invariabile scopi del dio.

O il rapporto dell'uomo a scopo del dio è stato pensato non così a quello fra il modello e la copia, ma quanto quello fra la mente di un legislatore come espresso nella legge promulgata e nel caso specifico a cui la legge è applicata. Possiamo, pensiero Locke, riflettendo sui fatti morali del mondo, imparare la legge del dio. Quella legge conferisce su noi determinati diritti da che possiamo supplicare nella corte del dio e da quale una scienza politica valida può essere dedotta. Conosciamo i nostri diritti con la stessa certezza che conosciamo la sua legge.