Tutte queste circostanze sono abituate al politico del...

Tutte queste circostanze sono abituate al politico del partito come sono al advertiser. Il candidato del partito è, alla sua apparizione, a la maggior parte dei suoi costituenti soltanto un pacchetto con il nome di liberale o del conservatore su esso. Quel nome ha associazioni di colore e di musica, di abitudine e di affetto tradizionali, che, una volta formate una volta, esistono indipendentemente da politica di partito. A meno che sopporti il partito etichetta--a meno che sia, come gli Americani dicono, un candidato “normale„--non solo quegli abitudini ed affetti saranno tagliati da lui, ma lo troverà straordinario difficile presentarsi come entità definita agli elettori affatto. Una percentuale di elettori, variando notevolmente ai tempi differenti ed ai posti differenti, voterà per il candidato “normale„ del loro partito senza riferimento al suo programma, comunque al resto di loro e sempre al comitato di designazione, deve anche presentare un programma che può essere identificato con la politica di partito. Ma, comunque, finchè è un candidato del partito, deve ricordarsi che è in quel carattere che parla e si comporta. I prepossessions del partito e le aspettative del partito dei suoi costituenti da solo permettono affinchè loro pensino e di ritenere con lui. Quando parla là è fra lui ed il suo pubblico la mascherina del partito, più grande e di meno mobile che il suo proprio fronte, come la mascherina che ha permesso agli attori di essere veduta e di sentita nei teatri all'aperto ampi della Grecia. Se può più non comportarsi la parte con sincerità deve lasciare la fase o presentarsi nella mascherina di un altro partito.

I capi di partito hanno ancora sempre ricordarsi che l'organizzazione che controllano è un'entità con un'esistenza nella memoria e nelle emozioni degli elettori, dell'indipendente dai loro propri pareri e delle azioni. Ciò non significa che i capi di partito non possono essere sinceri. Come gli individui possono conservare effettivamente soltanto la loro vita politica dovendo nella prontezza costante perderla. A volte devono persino rischiare l'esistenza del loro partito in se. Quando il sir Robert Peel è stato convertito in libero scambio in 1845, ha dovuto decidere se lui ed i suoi amici dovrebbero frantumare il Partito Conservatore lasciandolo, o dovrebbe in modo da trasformare la relativa politica che non potrebbe essere riconosciuto, neppure nella logica metà-cosciente di abitudine e dell'associazione, come quell'entità per cui gli uomini avévano votato prima e lavorato quattro anni. In il uno o il altro caso buccia stava facendo qualcosa altro e più seria dell'espressione del suo parere specifico su una questione di momento. Ma, se, riconoscendo questo, avesse continuato sostenere le funzioni di cereale per il suo partito, la sua intera forza personale come politico e quindi persino il suo valore del partito, sarebbe stato perso.