Quei nuovi fatti nel nostro ambiente che hanno prodotto i cambiamenti politici enormi che separato noi dai nostri antenati siamo stati abitudini parzialmente nuove di pensiero e della sensibilità ed entità parzialmente nuove circa cui possiamo pensare e ritenere.
È di queste nuove entità politiche che questo capitolo tratterà. Devono in primo luogo raggiungerle con i nostri sensi ed in questo caso quasi interamente con i sensi di vedere e di udito. Ma l'uomo, come altri animali, vive in un flusso senza fine delle impressioni di senso, di le viste ed i suoni e le sensibilità innumerevoli e soltanto è mescolata per redigere o è pensata da quelle che riconosce come significativo a lui. Quanto allora le nuove impressioni si sono separate dal resto e sono diventato sufficiente significative per fornire i risultati politici?
Il primo requisito in qualche cosa che sia di stimolarli verso l'impulso o l'azione è che dovrebbe essere riconoscibile--che dovrebbe essere come se quando lo abbiamo incontrato prima, o come il qualcos'altro che abbiamo incontrato prima. Se il mondo consistesse costantemente delle cose che e gli ha variato arbitrariamente la loro apparenza, se niente fosse mai come niente altro, o per più di un momento alla volta, esseri viventi mentre attualmente costituito non si comporterebbe affatto. Andrebbero alla deriva come alga fra le onde.
Il pollo appena nato cowers sotto l'ombra del falco, perché un falco è come un altro. Gli animali svegliano all'alba, perché l'un'alba è come un altro; e dadi o erba del ritrovamento per alimento, perché ogni dado e lamierina di erba è come il resto.
Ma il riconoscimento della somiglianza non è in sé uno stimolo sufficiente ad azione. La cosa riconosciuta deve anche essere _significant_, deve essere ritenuta in qualche modo per importare a noi. Le stelle riappaiono di notte nei cieli, ma, per quanto noi possiamo dire, nessun animale ma gli uomini è stimolato ad azione riconoscendoli. Il lepidottero non è stimolato riconoscendo la a tortoise, né la mucca da un cobweb.