Queste varie teorie dell'origine del romance di Petronius--che può essere collegato con l'epica, al romance eroico serio, al la storia dell'avventura borghese si è sviluppata dall'esercitazione retorica, al racconto di Milesian, al prologue di commedia, al _verse-mélange_ di commedia o del mime, o alla satira prosa-poetica di Menippean--non è, necessariamente, sembra a me, reciprocamente - esclusiva. Il suo romanzo può essere pensato bene come a parodia del romance serio, con le frequenti reminiscenze dell'epica, di una parodia suggerite a lui da commedia e dal relativo prologue, dal mime, o dal breve racconto cinico di Milesian e dal getto sotto forma di la satira di Menippean; o, per quanto il tema ed il trattamento realistico sono interessati, il suggerimento può venire direttamente dal mime e se possiamo accettare la teoria di alcuni eruditi che ultimamente hanno studiato il mime, che a volte ha contenuto sia la prosa che il verso, possiamo essere inclinati per considerare questo tipo di letteratura come il progenitor immediato del romanzo, anche in materia la forma esterna e lasciamo la satira di Menippean dalla linea di discesa. Se quello o l'altro di queste spiegazioni della relativa origine si suggerisce a noi come probable, è interessante da notare, poichè lasciamo l'oggetto, che, per quanto le nostre informazioni attuali vanno, il romance realistico sembra essere l'invenzione di Petronius.
Editto e l'alto costo della vita del Diocletian
La storia dello sviluppo del paternalismo nell'impero romano deve ancora essere scritta. Sarebbe un'annotazione affascinante ed istruttiva. In esso i cambiamenti nel carattere dei Romani e nel loro social e delle condizioni economiche uscirebbero chiaramente. Rileverebbe una miscela sconosciuta dei motivi degni ed indegni nei loro statisti e politici, che sono stati attuati a volte da compassione per i poveri, a volte da un desiderio per il favore popolare, da un desiderio onesto di controllare il dispendio o l'immoralità, o dal timore che il malcontento delle masse potrebbe determinarlo in giro. Dovremmo trovare la gente romana, riconoscente la minaccia al loro senso semplice e frugale di vivere che risiedono negli elevato potere d'acquisto della civilizzazione greca e di girarci nel loro essere indifeso verso i loro funzionari, i censori, per proteggerli da una demoralizzazione che, dai loro propri sforzi, non potrebbero sostenere. Dovremmo scoprire che gli stessi funzionari predicano contro il suicidio della corsa, vita esagerata e l'evasione delle funzioni pubbliche e pene e limitazioni imponenti al modo più autocratico sugli uomini del grado di cielo e terra egualmente chi non è riuscito ad adottare campioni ufficiali di comportamento. Dovremmo leggere delle leggi promulgate nello stesso spirito, leggi che limitano il numero degli ospiti che potrebbero essere intrattenuti in una singola occasione e prescriventi le pene per gli ospiti ed ospitare egualmente, se il costo di un pranzo abbia superato il limite regolamentare. Tutto questo appartiene allo stadio precoce del governo paterno. I motivi erano encomiabili, anche se i risultati erano inutili.