II. I loro versi Dedicatory ed effimeri
Nell'ultima carta abbiamo preso per considerazione alcuni degli epitaffi metrici romani. Queste composizioni, tuttavia, non comprendono tutte le produzioni nel verso della gente comune di Roma. Sulle tempie, altari, ponticelli, statue e pareti della casa, ora ed allora, troviamo le punte del verso. La maggior parte delle linee dedicatory extant sono in onore di Ercole, di Silvanus, di Priapus e del Cæsars. Se le due iscrizioni famose ad Ercole dai figli di Vertuleius e da Mummius appartengono qui o non è duro da dire. A tutti gli eventi, probabilmente sono stati composti dai dilettanti ed hanno un interesse particolare per noi perché appartengono B.C. al secondo secolo e quindi levar in piedi vicino all'inizio delle lettere latine; ci mostrano la lingua prima che sia stata perfezionata e si adattata agli scopi letterari da un Ennius, da un Virgil e da Orazio e sono scritte nel vecchio verso natale di Saturnian, in cui Livius Andronicus, “padre di Latino la letteratura, “ha tradotto l'odissea. Di conseguenza li mostrano la lingua prima di esso aveva guadagnato nello smalto ed aveva perso nel vigore sotto influenza dei Greci. Il secondo di queste due piccole poesie è a barretta-alberino, infatti, alla divisione dei sensi per civilizzazione romana. Era su un ridurre in pani lasciato nella parete del tempiale di Ercole e commemora il ritorno trionfante a Roma di Mummius, il conquistatore di Corinth. Indica di nuovo ai buoni vecchi giorni di disprezzo romano per arte greca ed all'ignoranza di esso, per Mummius, nella sua indifferenza stupida i bei monumenti di Corinth, resi il filisteo tipico per tutto il tempo. Indica in avanti la nuova civilizzazione greco-romana dell'Italia, perché le opere d'arte che Mummius è detto per riportare con lui ed i Greci che probabilmente sono seguito in suo treno, aumentati quel flusso di influenza greca che in secolo venturo o due ha scopato attraverso la penisola.