“Docuit di loqui del quique di doctus di loqui di Docta.„
Una grande varietà di versi è utilizzata negli epitaffi, ma nel dactylic il hexameter e l'elegiaci sono i favoriti. Il carattere signorile del hexameter gli rende un mezzo adatto in cui esprimere un serio sentimento, mentre la rottura improvvisa nel secondo verso del distico elegiaco suggerisce l'emozione del produttore. I versi sono costruiti con considerevole riguardo per la tecnica. Ora ed allora ci è una quantità falsa, una sequenza sgradevole, o un effetto pesante, ma tali difetti sono comparativamente rari. Ci è molto che sia insignificante, ordinario e prosaico in queste produzioni della gente comune, ma ora ed allora una viene su una frase, un verso, o un'intera poesia che mostra la resistenza o la tolleranza o pathos. Un oratore del periodo tardo, non senza vigore, scrive sulla sua pietra tombale: [56] “ho vissuto benedetto dai dei, dagli amici, dalle lettere.„
(Vixi beatus DIS, amicis, literis.)
Piuttosto un grazioso, benchè non insolito, sentimento si presenti in un elegiaco distico ad una ragazza, [57] in che il amoena di parola è l'aggettivo, significare “piacevole vedere,„ nel primo, mentre nel secondo verso è il nome della ragazza: “Poichè una rosa è amoena quando fiorisce nel tempo di molla in anticipo, così era la I Amoena a coloro che lo ha veduto.„
(Ornamento del tempore di primo del quom di est di homini di amoena di Ut rosa. Quei me viderunt, fui seic di Amoena.)
Ci è un tocco di pathos nell'iscrizione che una madre ha messo sopra la pietra del suo figlio: [58] “una madre afflitta ha installato questo monumento ad un figlio che mai gli non ha causato alcun dispiacere, salvo che è nient'altro,„ ed in questo tributo di un marito: [59] “dai miei mezzi snelli ora che l'estremità è venuto, la mia moglie, tutta che potrei fare, questo regalo, piccolo piccolo per i tuoi deserti, averlo ha fatto.„ L'epitaffio di una bambina, chiamato Felicia, o il gattino, ha questo sentimento nel verso grazioso: [60] “riposare leggermente sul thee la terra e sopra la tua tomba il balsamo fragrante si sviluppa ed il dolce delle rose intreccia le tue ossa sepolte.„ Sulla pietra di una bambina che alesano il nome di Xanthippe ed il soprannome Iaia, è un'iscrizione con una di due presunzioni e frasi graziose. Con esso possiamo portare correttamente ad un'estremità la nostra breve indagine di questi versi della gente comune di Roma. In una rappresentazione in qualche modo libera legge in parte: [61] “se il pensiero del thee di afflizione di morte o di vita, ha letto all'estremità. Xanthippe per nome, yclept anche Iaia via il jest, fuoriesce da dispiacere poiché la sua anima dal corpo vola. Riposa qui nella culla molle della terra,… comely, incantare, acuto della mente, gaio nel discorso. Se ci sono aught della pietà nei dei qui sopra, sopportarla al sole ed alla luce. “