La natura stessa dell'accento probabilmente ha differito nelle due forme di discorso. Nel Latino preliterary lo sforzo era indubbiamente una profonda caratteristica dell'accento e questo continuato per essere il caso nel discorso popolare durante intera storia della lingua, ma, come ho provato a risultare in altra carta, [21] nel Latino convenzionale lo sforzo è diventato molto leggero ed il passo è diventato è la caratteristica dell'accento. Di conseguenza, quando Virgil ha letto un passaggio del _Æneid_ a Augustus ed a Livia l'effetto sull'orecchio della lingua comparativamente unstressed, con l'aumento e la caduta ritmici del passo, sarebbe stato molto differente da quello fatto dalla conversazione dell'uomo medio, con le sillabe accentate contrassegnate più chiaro da uno sforzo.
In questo breve capitolo non possiamo tentare di andare nei particolari e dentro parlando della morfologia di Latino volgare dobbiamo soddisfarci con lo schizzo le relative caratteristiche e tendenze generali, come abbiamo fatto nel caso della relativa fonologia. In inglese le nostre forme inflectional sono state ridotte ad un minimo e conseguentemente ci è poca portata per differenze a tale riguardo fra le lingue scritte e parlate. Dall'analogia di altre forme l'uomo illetterato dice occasionalmente: “Io nuotato,„ o, “io clumb,„ o “lui non fanno,„ ma ci è poca probabilità di fabbricazione dell'errore. Tuttavia, con tre generi, cinque declinazioni per i nomi, un metodo fisso di confronto per gli aggettivi ed avverbi, un sistema elaborato dei pronomi, con active e testimone, i verbi normali ed irregolari, quattro coniugazioni e un metodo sintetico complesso di formazione gli atteggiamenti e dei tempi, i trabocchetti per il romano unwary erano senza numero, come l'allievo attuale di Latino può testimoniare al suo dispiacere. Che l'uomo qualunque, che non ha avuto giornale per standardizzare il suo Latino e poca probabilità impararla a scuola, non ha fatto più errori è sorprendente. In un senso molti degli errori che ha fatto non erano storicamente errori affatto. Questo fatto comparirà prontamente da un'illustrazione o da due. Nella nostra indagine di Latino preliterary abbiamo avuti occasione per notare che una delle relative caratteristiche era una mancanza di fissità nell'uso delle forme o delle costruzioni. In terzo secolo prima della nostra era, un romano ha potuto dire il audibo o audiam, contemplor o contemplo, consultum di senatus o consultum di senati. Grazie agli sforzi del grammarian scientifico ed alla sistematizzazione influenzare che Greco ha impiegato su Latino letterario, la maggior parte dei verbi sono stati resi a testimone o il active una volta per tutte, un nome dato permanentemente è stato assegnato ad una declinazione particolare, ad un verbo ad una coniugazione ed al leggero la tendenza che la lingua ha dovuto il metodo analitico di formazione gli atteggiamenti e dei tempi sommario è stata controllata. Naturalmente la gente comune provata per imitare il loro migliora in tutti questi argomenti, ma i vecchi usi variabili hanno persistito in parte e l'uomo medio non riuscito per afferrare delicatezze di nuova grammatica a molti punti. I suoi guasti erano particolarmente notevoli dove la forma letteraria accettata non è sembrato seguire i principi di analogia. Quando questi principi sono implicati, la gente comune è sticklers per consistenza. I coniugati istruiti dell'uomo: “Non faccio,„ “voi non faccio,„ “lui non faccio,„ “noi non faccio,„ “non faccio„; ma la forma anomala “che non fa„ deve condurre nel discorso dell'uomo medio “non fa.„ Per prendere soltanto un'illustrazione nel Latino dell'effetto della stessa influenza, il active infinito attuale di quasi tutti i verbi si conclude dentro - con riferimento a, per esempio, amare, monere e regere. Di conseguenza il irregular l'infinito del verbo “da potere,„ gruppo, non ha potuto levarsi in piedi la relativa terra ed infine si è trasformato in in potere nel Latino volgare. In un rispetto in le forme inflectional del verbo, il purista riuscivano inatteso. Nella commedia dei terzi e secondi secoli B.C., troviamo la prova sporadica di una tendenza a utilizzare i verbi ausiliarii nella formazione di tempi determinati, come facciamo in inglese quando diciamo: “Andrò,„ “sono andato,„ o “ero andato.„ Questo movimento è stato timbrato completamente fuori per il tempo e non riappare fino a comparativamente in ritardo.