Pensiamo naturalmente in primo luogo alle dichiarazioni dirette rilasciate dai...

Pensiamo naturalmente in primo luogo alle dichiarazioni dirette rilasciate dai produttori latini. Questi devono essere trovati nelle scritture di Cicero, di Quintilian, Seneca il Rhetorician, di Petronius, di Aulus Gellius, di Vitruvius e del Latino grammarians. L'insegnante professionista Quintilian è scosso al discorso illetterato degli spettatori nei teatri e nel circo. Un carattere in Petronius emette similmente un avvertimento contro le parole tale uso della gente. Cicero si diletta apertamente nel utilizzare il Latino giornaliere nelle sue lettere esperte, mentre l'architetto Vitruvius esprime il timore ansioso che non può seguire le regole riconosciute di grammatica. Come abbiamo notato sopra, moltissimo materiale che evidenzia le differenze fra Latino convenzionale e familiare quale questi produttori hanno in mente, può essere ottenuto paragonando, per esempio, dalle lettere di Cicero con i suoi impianti retorici, o la parodia satirical del Seneca sull'imperatore Claudius alle sue scritture filosofiche. Ora ed allora, anche, un produttore serio ha occasione per usare una punta di Latino popolare, ma ce l'identifica convenientemente per con una frase di scuse. Così persino la st Jerome, nel suo commento sul Epistle al Ephesians, dice: “Non osservare un cavallo di regalo nella bocca, poichè il proverbio volgare la ha.„ Ai grammarians antichi “si sbaglia„ ed i vulgarisms di discorso popolare erano ripugnanti ed hanno marcato a caldo fortunatamente le liste delle parole e delle espressioni che non devono essere usate dalla gente coltivata. La prova che può essere avuta dalle lingue Romance, completate da Latino, non solo contribuisce a nostra conoscenza del vocabolario di Latino volgare, ma di esso inoltre ci mostra molti idiomi e costruzioni comuni quale quella forma di discorso ha avuta. Quindi, “canterò„ in italiano sono canterò (=cantar [e] - ho), nello Spagnolo, il cantaré (=cantar-he), in francese, chanterai (=chanter-ai) e simili forme si presenta in alcuno dell'altro Romance lingue. Queste forme evidentemente si compongono del cantare infinito latino, secondo il habeo (“devo cantare„). Ma il futuro nel Latino letterario era cantabo, costituito dall'aggiunta della conclusione, come sappiamo e con quello il futuro Romance può non avere collegamento. Tuttavia, come un produttore nel _Archiv_ ha precisato, [18] appena tali forme tese analitiche come sono utilizzati oggi nelle lingue Romance devono essere trovate nei sermoni latini popolari della st Jerome. Da questi idiomi, comuni ad italiano, a francese ed a spagnolo, allora, possiamo ricostruire una corrente latina di formazione fra la gente comune. Infine una conoscenza delle tendenze e delle pratiche degli aiuti inglesi parlati noi ad identificare i simili usi quando veniamo su loro nella nostra lettura del Latino. Quando, per esempio, lo schiavo in un gioco di Il Plautus dice: “Attaccate a„ (tenes?), “toccherò l'uomo anziano per un prestito„ (senem del tangam, ecc.), o “glie l'metto sopra„ (sublevi E-I di OS) che riconosciamo gli esemplari di gergo latino, perché tutte metafore in questione sono oggi nell'uso corrente. Quando uno dei freedmen in Petronius rileva: “Non dovete fare una buona girata a nessuno„ (oportet del facere di boni del nihil del neminem) che vediamo lo stesso uso di doppia negazione a cui siamo accustomed nell'inglese illetterato. L'indagine veloce che abbiamo effettuato appena della prova riguardante l'oggetto stabilisce di là il dubbio l'esistenza di una forma di discorso fra i Romani che non possono essere identificati con Latino letterario, ma esso è stata tenuta da alcuni produttori che il materiale per lo studio su esso è scarso. Tuttavia, un esame imparziale dei fatti non deve portare uno a questa conclusione. Dal lato latino il materiale comprende le commedie del Plautus e di Terence ed i frammenti comici, le odi esperte di Catullus, le satire di Lucilius, di Orazio e di Seneca e qui e là di Persius e di Juvenal, il familiare le lettere di Cicero, il romance di Petronius e quello di Apuleius in parte, il Vulgate ed alcuni dei padri cristiani, il viaggio a Gerusalemme della st Ætheria, i glossari, alcuni libri tecnici gradicono Vitruvius ed il trattato veterinario di Chiron e le iscrizioni riservate, considerevolmente epitaffi, le iscrizioni della parete di Pompeii ed i ridurre in pani plumbei trovati sepolti nella terra su cui la gente illetterata ha scritto le maledizioni sui loro nemici.