I pseudo-filosofi della nostra età ci dicono che è l'oggetto della condizione per promuovere gli obiettivi morali dell'umanità. Ciò non è allineare; è piuttosto il contrario che è allineare. Lo scopo per cui l'umanità esiste--l'espressione è parabolica--non è che un uomo dovrebbe comportarsi tali ed in un tal modo; per tutto il operata di opera, cose che hanno realmente sono stati fatto, in se stesso gli argomenti di indifferenza. No! lo scopo è quella volontà, di cui ogni uomo è un esemplare completo--il no, è molto in se--dovrebbe girare whither deve girare; che l'uomo egli stesso (l'unione di pensiero e) dovrebbe percepire che cosa questo è e che orrori contiene; che dovrebbe mostrare la riflessione di sè nei suoi propri documenti legali, nell'abominio di loro. La condizione, che è interessata interamente del benessere generale, controlla la manifestazione della volontà di Male, ma in nessuna volontà saggia in se dei controlli; il tentativo sarebbe impossibile. È perché la condizione controlla la manifestazione di suo che un uomo vede molto raramente l'intero abominio della sua natura nello specchio dei suoi documenti legali. O il lettore realmente suppone là è gente nel Male del mondo così quanto Robespierre, Napoleon, o altri assassini? Non riesce a vedere che ci sono molti che si siano comportati come loro se soltanto potessero?
Molto un criminale muore più tranquillamente sull'impalcatura che molta la a non-criminale nelle armi della sua famiglia. Quello ha percepito che cosa suo è e lo ha scartato. L'altro non ha potuto scartarlo, perché non ha potuto mai percepire che cosa è. Lo scopo della condizione è di produrre il paradiso dello sciocco e questo è in conflitto diretto allo scopo allineare di vita, vale a dire, raggiungere una conoscenza della che volontà, in relativa natura orribile, realmente è.