Nell'umore opposto la miseria umana è presente a noi soltanto come fatto di conoscenza, cioè, indirettamente. Pricipalmente siamo agganciati nell'esame delle sofferenze di altre e la nostra attenzione è ritirata dai nostri proprie. È nella loro persona che diventare coscienti di miseria umana; siamo riempiti di compassione; ed il risultato di questo umore è benevolenza generale, la filantropia. Tutta l'invidia sparisce ed anziché la sensibilità esso, ci rallegriamo quando vediamo uno del nostro tormentato le collega-creature avvertono tutto il piacere o rilievo.
Dopo lo stesso modo possiamo essere in uno di due atteggiamenti opposti rispetto a baseness ed a depravity umani. In quello percepiamo indirettamente questo baseness, in altri. Il risultato di questo umore sono l'indignazione, l'odio ed il disprezzo dell'umanità. Nell'altro lo percepiamo direttamente, in noi stessi. Il risultato di esso è umiliazione, il no, contrition.
Per giudicare il valore morale di un uomo, è molto importante osservare quale di questi quattro atteggiamenti predominano in lui. Vanno negli accoppiamenti, uno su ogni divisione. Nei caratteri molto eccellenti il secondo umore di ogni divisione predominerà.
L'imperativo categorico, o l'ordine assoluto, è una contraddizione. Ogni ordine è condizionale. Che cosa è incondizionato ed è necessario un mosto, come è presentato dalle leggi della natura.
È abbastanza allineare che la legge morale è interamente condizionale. Ci è un mondo e una vista di vita in cui ha nè la validità nè importanza. Quel mondo è, correttamente parlando, il mondo reale in cui, come individui, viviamo; per ogni riguardo pagato alla moralità è una smentita di quel mondo e della nostra vita specifica in esso. È una vista del mondo, tuttavia, che non va oltre il principio di motivo sufficiente; ed i ricavati opposti di vista dall'intuizione delle idee.