Se dovessi scrivere circa modestia dovrei dire: Conosco...

Se dovessi scrivere circa modestia dovrei dire: Conosco il pubblico stimato per cui ho il honour da scrivere lontano troppo bene per osare dare l'espressione al mio parere circa questa virtù. Personalmente sono abbastanza soddisfatto essere modesto ed applicarmi a questa virtù con il massimo circumspection possibile. Ma una cosa che mai ammettere--che ho richiesto mai la modestia di tutto l'uomo e qualunque dichiarazione a quell'effetto io respingere come calunnia.

Il misero carattere della maggior parte dei uomini costringe il pochi che abbiano tutto il merito o genio da comportarsi come se non abbiano conosciuto il loro proprio valore e conseguentemente che non abbiano saputo che l'altra gente vuole del valore; per esso è soltanto su questa circostanza che la calca consente nella tolleranza del merito. Una virtù è stata fatta da questa necessità ed è denominato modestia. È una parte di ipocrisia, essere scusato soltanto perché l'altra gente è così misera che devono essere curate con indulgenza.

La miseria umana può interessarla in due sensi e possiamo essere in uno di due atteggiamenti opposti rispetto esso.

In uno di loro, questa miseria è immediatamente presente a noi. La riteniamo nella nostra propria persona, nei nostri propri quale, impregnato con i desideri violenti, è dappertutto rotto e questo è il processo che costituisce sofferenza. Il risultato è che la volontà aumenta di violenza, come è indicato in tutti i casi di passione e di emozione; e questa violenza aumentante viene ad un arresto soltanto quando la volontà gira e conduce per completare la rassegnazione, cioè è riacquistata. L'uomo che interamente è dominato da questo umore considererà tutta la prosperità che può vedere in altre con invidia e qualunque sofferenza senza compassione.