[Nota a piè di pagina 1: Epistles, 37.]

[Nota a piè di pagina 1: Epistles, 37.]

RIFLESSIONI ETICHE.

I filosofi del mondo antico hanno unito in una singola concezione un grande molte cose che non hanno avute collegamento tra loro. Di questo ogni dialogo di Platone fornisce gli esempi abbondanti. La più grande e confusione più difettosa di questo genere è quella fra l'etica e la politica. La condizione ed il regno del dio, o la legge morale, sono così interamente differenti nel loro carattere che il precedente è una parodia del ultimi, una derisione amara all'assenza di esso. Rispetto alla legge morale la condizione è una gruccia anziché un membro, un'automazione anziché un uomo.

Il principio di honour si leva in piedi nel collegamento vicino con l'essere umano libertà. È, per così dire, un abuso di quella libertà. Invece di usando la sua libertà per compiere la legge morale, un uomo impiega il suo potere volontariamente di subire tutta la sensibilità del dolore, del superamento della qualunque impressione momentanea, affinché possa asserire il suo self-will, qualunque è l'oggetto verso cui lo dirige. Poichè quindi indica che, diverso degli animali più bassi, ha pensieri quale vanno oltre il benessere del suo corpo e qualunque porta a quel benessere, è venuto a tale proposito che il principio di honour è confuso spesso con virtù. Sono considerati come se siano stati gemelli. Ma scorrettamente; per anche se il principio di honour è qualcosa che distingua l'uomo dagli animali più bassi, non è, in sé, qualche cosa che l'alzi loro. Preso poichè un'estremità e uno scopo, esso è scuri una delusione quanto qualunque altro scopo quel molle dall'auto. Usato come i mezzi, o con indifferenza, esso possono essere produttivi della merce; ma persino quello è buono che è inutile e frivolo. È l'uso improprio di libertà, l'occupazione di esso come arma per il superamento del mondo della sensibilità, che rende l'uomo così infinitamente più terribile degli animali più bassi; per fanno soltanto che istinto momentaneo li offre; mentre l'uomo si comporta dalle idee e dalle sue idee può richiedere la rovina universale prima che siano satisfied.