La disposizione fondamentale verso altre, presupponendo il carattere di invidia o di compassione, è il punto a cui le virtù morali ed i vizi dell'umanità in primo luogo divergono. Queste due qualità diametralmente opposte esistono in ogni uomo; per balzano dal confronto inevitabile che effettua fra il suo proprio lotto e quello di altri. Secondo il risultato di questo confronto interessa il suo carattere specifico fa quello o l'altra di queste qualità si trasforma in nella fonte e nel principio di tutta l'sua azione. L'invidia mi costruisce la parete Thee e più spessi e più forti; La compassione la rende leggera e trasparente; no, a volte tir in giùare la parete complessivamente; ed allora la distinzione fra l'auto e l'non-auto sparisce.
La prodezza, che è stata accennata come una virtù, o piuttosto il coraggio su cui è basata (per prodezza è soltanto il coraggio nella guerra), merita un esame più vicino. I ancients hanno stimato il coraggio fra le virtù e la codardia fra i vizi; ma non ci è idea corrispondente nello schema cristiano, che porta alla carità ed alla pazienza e nel relativo insegnamento vieta tutta l'inimicizia o persino resistenza. Il risultato è quello con i moderns che il coraggio non è più una virtù. Tuttavia deve essere ammesso che la codardia non sembra essere molto compatibile con alcuna nobiltà del carattere--se soltanto per la ragione per cui denuncia un'apprensione del overgreat circa la sua propria persona.
Il coraggio, tuttavia, può anche essere spiegato come prontezza per incontrare i ills che minacciano al momento, per evitare i maggiori ills che si trovano in avvenire; considerando che la codardia fa il contrario. Ma questa prontezza è della stessa qualità della pazienza, dato che la pazienza consiste nella coscienza libera che le maggiori malvagità che quelle da che sono presenti e da che qualsiasi tentativo violento di fuggire o protezione contro i ills che abbiamo possono portare l'altri su noi. Il coraggio, allora, sarebbe un genere di pazienza; e poiché è pazienza che ci permette di esercitarsi nel forbearance e nell'auto controllo, il coraggio è, per mezzo di pazienza, almeno analoga di virtù.