L'invidia inoltre si oppone a a peccato, ma...

L'invidia inoltre si oppone a a peccato, ma in un altro senso; l'invidia, cioè, è prodotta direttamente da una causa antagonistica a quella che produce il piacere nella furberia. Opposizione fra peccato ed invidia da un lato e peccato ed il piacere nella furberia d'altro canto, resti, principalmente, nelle occasioni che le denominano avanti. Nel caso di invidia è soltanto come effetto diretto della causa che lo eccita che lo riteniamo affatto. Quella è appena la ragione per la quale l'invidia, anche se è una sensibilità biasimevole, ancora ammette di una certa giustificazione ed è, generalmente una qualità molto umana; considerando che il piacere nella furberia è diabolico e le relative frecciate è la risata di inferno.

Il piacere nella furberia, come ho detto, prende il posto che il peccato deve prendere. L'invidia, al contrario, trova un posto soltanto in cui non ci è incitamento da pity, o piuttosto un incitamento al relativo opposto; ed è appena come questo opposto che l'invidia presenta nel seno umano; e finora, quindi, può ancora essere stimato un sentimento umano. No, sono impaurito che nessuno saranno trovati per essere interamente esenti da esso. Per quella un uomo dovrebbe ritenere più amaramente la sua propria mancanza di cose alla vista di piacere di un altro nel godimento di loro, è naturale; no, è inevitabile; ma questo non dovrebbe suscitare il suo odio dell'uomo che è più felice di egli stesso. È appena questo odio, tuttavia, in cui l'invidia allineare consiste. Minimo di tutto un uomo è invidioso, quando è una domanda, non dei regali di fortuna, o probabilità, o del favore di un altro, ma dei regali della natura; perché tutto che sia innato nei resti dell'uomo su una base metafisica e possieda la giustificazione di più alto genere; , per così dire, lo è dato dalla tolleranza divina. Ma, infelicemente, è appena nel caso dei vantaggi personali che l'invidia è la maggior parte inconciliabile. Così è quell'intelligenza, o persino il genio, non può ottenere sopra nel mondo senza elemosinare il perdono la relativa esistenza, dovunque non sia in una posizione da potere, fiero e GRASSETTO, disprezzare il mondo.