Supporre, ancora, che abbia acquisito più esperienza ed abbia vissuto in modo da lungamente nel mondo quanto a hanno osservato gli oggetti o gli eventi esperti da conjoined costantemente insieme; che cosa è la conseguenza di questo esperienza? Immediatamente arguisce l'esistenza di un oggetto dall'apparenza dell'altro. Tuttavia non ha, da tutta l'sua esperienza, acquisita alcun'idea o conoscenza del potere segreto da cui l'un oggetto produce l'altro; né è, tramite tutto il processo di ragionamento, lui è agganciato per disegnare questa illazione. Ma ancora si trova determinato per disegnarlo: E benchè dovrebbe essere convinto che la sua comprensione non avesse parte nel funzionamento, tuttavia continuerebbe nello stesso corso di pensiero. Ci è un certo altro principio che lo determina per formare una tal conclusione.
36. Questo principio è su ordinazione o abitudine. Per dovunque la ripetizione di tutto l'atto o funzionamento particolare produca una tendenza a rinnovare lo stesso atto o funzionamento, senza essere incitato tramite qualsiasi ragionamento o processo della comprensione, diciamo sempre, che questa tendenza è l'effetto di _Custom_. Impiegando quella parola, fingiamo di non dare l'ultimo motivo di una tal tendenza. Precisiamo soltanto un principio di natura umana, che si riconosce universalmente e che è ben nota dai relativi effetti. Forse possiamo spingere le nostre inchieste no più lontano, o fingere di dare la causa di questa causa; ma deve riposare contented con esso come l'ultimo principio, che possiamo assegnare, di tutte le nostre conclusioni da esperienza. È la soddisfazione sufficiente, quella che possiamo andare finora, senza repining alla meschinità delle nostre facoltà perché li trasporteranno no più lontano. Ed è determinato che qui avanziamo molto proposta comprensibile almeno, se non allineare, quando asseriamo quello, dopo una congiunzione costante di due oggetti--calore e fiamma, per esempio, peso e solidità--siamo determinati da su ordinazione da solo per prevedere quello dall'apparenza dell'altro. Questa ipotesi sembra persino quella unica che spiega la difficoltà, perché ricaviamo, da mille casi, un'illazione che non possiamo ricavare da un caso, cioè, in nessun rispetto, differente da loro. Il motivo è incapace di qualsiasi variazione. Le conclusioni che ricava dalla considerazione dell'un cerchio sono le stesse che abbia formato sull'esame di tutti i cerchi nell'universo. Ma nessun uomo, vedente soltanto un movimento del corpo dopo essere stato incitato da un altro, potrebbe arguire che ogni altro corpo si muoverà dopo la a come l'impulso. Tutte le illazioni da esperienza, quindi, sono gli effetti dell'abitudine, non di ragionamento [7].