LA SPECIE DIFFERENTE DI FILOSOFIA.
1. La filosofia morale, o la scienza della natura umana, può essere trattata dopo due modi differenti; di cui ciascuno ha relativo merito particolare e può contribuire all'intrattenimento, all'istruzione ed alla riforma dell'umanità. Quello considera l'uomo principalmente come sopportato per azione; e come influenzato nelle sue misure da gusto e dal sentimento; perseguendo un oggetto ed evitando un altro, secondo il valore che questi oggetti sembrano possedere e secondo la luce a cui si presentano. Mentre la virtù, di tutti gli oggetti, è permessa essere l'più importante, questa specie di filosofi la vernicia nei colori più amabili; prendendo in prestito tutti gli aiuti dalla poesia e dall'eloquenza e trattare il loro oggetto in un modo facile ed evidente e come misura il più bene per soddisfare l'immaginazione ed aggancia gli affetti. Selezionano le osservazioni ed i casi più notevoli a partire da vita comune; disporre di fronte ai caratteri in un contrasto adeguato; ed attraendoli nei percorsi di virtù dalle viste di gloria e di felicità, dirigere i nostri punti in questi percorsi dai precetti più sani e dalla maggior parte dei esempi illustri. Ci rendono il _feel_ la differenza fra vizio e virtù; eccitano e regolano il nostro sentimenti; e così possono ma piegare i nostri cuori all'amore di probità e di honour allineare, pensano, che completamente abbiano raggiunto l'estremità di tutti i loro lavori.
2. Le altre specie di filosofi considerano l'uomo alla luce di un ragionevole piuttosto che dovere attivo e l'attività formare la sua comprensione più dei suoi modi. Considerare la natura umana come un argomento di speculazione; e con un esame accurato stretto esaminarlo, per trovare quei principi, che regolano la nostra comprensione, eccitano i nostri sentimenti e li incitano ad approvare o incolpare di tutta l'oggetto, azione, o comportamento particolare. La pensano un rimprovero a tutta la letteratura, quella filosofia non dovrebbero ancora riparare, oltre polemica, il fondamento delle morali, il ragionamento e la critica; e dovrebbe mai per il colloquio della verità e la falsità, vizio e virtù, bellezza e deformità, senza potere determinare la fonte di queste distinzioni. Mentre tentano questa operazione ardua, sono trattenute da nessun difficoltà; ma procedendo dai casi particolari ai principi generali, ancora spingono sulle loro inchieste nei principi più generali ed il resto non soddisfatto finchè arrivano a quei principi originali, da cui, in ogni scienza, tutta la curiosità umana deve essere limitato. Benchè le loro speculazioni sembrino estratto e perfino incomprensibile ai lettori comuni, puntano sull'approvazione dell'istruito e del saggio; e pensar sufficientemente ha compensato i lavori delle loro intere vite, se possono scoprire alcune verità nascoste, che possono contribuire all'istruzione di posterità.