Questa qualità specialmente Balzacian è, io pensa, unico. È come--può...

Questa qualità specialmente Balzacian è, io pensa, unico. È come--può quasi essere detto a _be_--immaginazione poetica, presente dentro volume e grado magnifici, ma in un certo senso miracoloso sfavorito e sterilizzato della qualità specialmente poetica. Da questo naturalmente non significo che il Balzac non ha scritto nel verso: abbiamo alcuni versi di suo e sono abbastanza difettosi, ma quello è nè qui nè là. La differenza fra il Balzac e un grande poeta si trova non nel fatto che quello riempie l'intera pagina di parole stampate e nell'altro soltanto una parte di esso--ma nel qualcos'altro. Se potessi mettere quello qualcos'altro nelle parole distinte dovrei in ciò raggiungere pietra del filosofo, l'elisir di vita, il mobile_ di _primum, il arcanum_ del _grand, non soltanto di critica ma di tutte le cose. Potrebbe essere possibile costeggiare a questo proposito, suggerire esso, dagli adombramenti e nelle conseguenze. Ma è più meglio e realmente più utile affrontare GRASSETTO la difficoltà e dire quel Balzac, avvicinantesi ad un grande poeta più vicino forse che qualunque altro produttore di prosa in tutta la lingua, è distinto da uno dall'assenza del tocco ultimo, il quiddity infine di costituzione, che rende un grande poeta differente dal Balzac.

Ora, quando facciamo questo confronto, è del primo interesse ricordarsi--ed è uno degli usi del confronto, quello esso suggerisce il ricordo del fatto--che i grandi poeti hanno solitamente stato essi stessi estremamente esigere gli osservatori del particolare. Non ha reso loro i grandi poeti; ma non sarebbero grandi poeti senza esso. E quando Eugenie Grandet comincia da _le banc de bois_ petit al riferimento ad esso nella lettera del suo cugino canagliesco (per prendere soltanto un caso da mille), vediamo in Balzac lo stessi osservazione salvo limitazione accennata appena, quella che vediamo in Dante ed in Shakespeare, in Chaucer e in Tennyson. Ma i grandi poeti non fanno in generale particolare del _accumulate_. Il Balzac fa e da questa accumulazione stessa riesce a derivare quell'imprecisione singolare del gigantesque --differendo dal vago poetico, ma dal posto vicino esso--quale qui ho tentato di notare come sua qualità di distinzione. Li sconcerta pochissimo da esso e ci dà l'impressione che ha sconcertato un po'egli stesso. Ma le compensazioni dello stupore sono grandi.