I riferimenti a questo oggetto nelle lettere del Balzac sono molto numerosi; ma non è facile da estrarre le informazioni molto definite da loro. Sarebbe non solo scortese ma errato incaricarlo di unveracity. Ma il calore stesso dell'immaginazione che gli ha permesso di produrre il suo lavoro ha generato una specie di miraggio, con cui sembra sempre considerarlo; e per iscritto agli editori, redattori, creditori e perfino la sua propria famiglia, era troppo ovviamente il suo interesse fare il la maggior parte dei suoi lavori, dei suoi progetti e della sua prestazione. Anche il suo contemporaneo, comunque anziano, Southey, il duro-funzionamento ed il più scrupoloso l'uomo delle lettere onesto in Inghilterra che potrebbe fingere al genio, sembra costantemente esagerare l'idea di che cosa potrebbe effettuare, se non di che cosa aveva effettuato in un tempo dato. La dichiarazione più definita del Balzac che ricordo è uno che esige il secondo numero di _Sur Catherine de Medicis_, “DES Ruggieri di fiducia della La,„ come la produzione di singola notte e di non una dell'più esagerato delle sue notti. Ora, “il DES Ruggieri di fiducia della La„ riempie, in piccola edizione, ottanta pagine di quattrocento più vicini che trecento parole ciascuna, o circa trenta mila parole in tutto. Nessuno nel più lungo delle notti potrebbe dirigere quello, tranne dettandolo agli impiegati di stenografia. Ma nel contesto stesso di questa asserzione Balzac assegna un periodo molto più lungo alla correzione che al la composizione e questa li porta ad una dei più curiose e ad uno dei punti più famosi della sua storia letteraria.
Alcuni dubbi hanno, io credono, gettato sulla maggior parte del cliente minuscolo dei suoi sensi di composizione che abbiamo, quella dell'editore Werdet. Ma ci è un consenso troppo grande di prova quanto al suo sistema generale per rendere la descrizione ricevuta di esso dubbiosa. Secondo questo, il primo schizzo del lavoro del Balzac non lo ha presentato mai in qualche cosa come pienezza ed a volte non ammontava a quarto della massa infine pubblicata. Questo che è rinviato lui dallo stampatore “nello slittamento„ sugli strati con i margini molto grandi, si regolerebbe per lavorare alla correzione; cioè, sulla ribattitura pratica della cosa, con le asportazioni, alterazioni e soprattutto, aggiunte. “Una revisione„ che è eseguita, attacherebbe non unfrequently più di una volta questa revisione nello stesso modo e, di modo che le spese di puro la composizione e la correzione della pressa erano enorme pesanti (così pesante quanto a mangiare non soltanto nel suo editore ma il suo proprio profitta di) e quello l'ultima condizione del libro, una volta pubblicato, era qualcosa assolutamente differente dalla relativa prima condizione in manoscritto. E sarà evidente che se qualcosa di simile fosse usuale con lui, è abbastanza impossible da giudicare la sua rapidità reale di composizione dal limite del risultato pubblicato.